C’è aria di primavera, Giulio Santoleri

Luca Tagliabue - Inediti

Come montare i cardini

vite su vita

Notte

di olio lubrificante

sanno

di olio lubrificante

in fabbrica, i fumi

un rumore, una piastrella

traballante

C’era ancora i residui

della cenere

nella stufa, sulla strada

era tutto sul tavolo:

un cacciavite

sconosciuto

***

in sovraimpressione

scrivono in Lineare B

leggo al contrario

so cosa fare

i segni, i piatti

della Mulino Bianco

comparivi

nella muffa della moka

ti sentivo

nel wasa secco

tra gli scaffali

Ricola in grani

devo scegliere

la prossima ricetta

mentre

scomparivi in tavola

una cena ancora

***

Agosto 94

Negli occhi, di notte

un cervo

la strada è lunga

fino ai fiordi

il cedro con meno aghi

a inerzia

una spinta dietro

tienimi, tienimi

ti tengo, ti tengo

toglimi le rotelle

l’invenzione della bicicletta

è fatta di sassi

appennini

uno cade sulle mani

ogni km

ci sono delle indicazioni

i panni stesi nella nebbia

e mi descrivi

fuggi da qualcosa

ma manca il giorno

***

Luca Tagliabue, nato a Como nel 1989, è prestato a molte passioni.

Diplomato al Liceo Classico Volta di Como, si laurea in Matematica all’Università di Pavia. Lavora attualmente come programmatore mobile app.

Si interessa di teatro, frequenta un corso alla Paolo Grassi di Milano. Dai tempi del liceo scrive poesie, sempre per esigenza di tensione interna.

Nel 2023 pubblica la plaquette Postcards from Italy, per Bohumil edizioni.

***

Nota al testo:

l’uso del verbo “c’era”, al v.10 del primo componimento, è una scelta d’Autore.

***

Immagine di copertina:

“C’è aria di primavera” (© Giulio Santoleri)

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